Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Decreto Lavoro 2026. Contrariamente alle previsioni iniziali, non si tratta di una semplice proroga: il Governo ha messo in campo un intervento strutturato da quasi 1 miliardo di euro (934 milioni per l'esattezza) per ridisegnare gli incentivi all'occupazione e introdurre tutele inedite per l'era digitale.
Ecco i quattro pilastri del provvedimento che cambierà il mercato del lavoro nei prossimi mesi.
La vera novità riguarda la specificità dei bonus, non più generici ma mirati all'incremento occupazionale netto. Tutti gli esoneri sono al 100% e non sono cumulabili con altre agevolazioni.
Bonus Donne: Esonero fino a 650€/mese per 24 mesi per l'assunzione di lavoratrici svantaggiate. La cifra sale a 800€ nelle regioni della ZES Unica (Mezzogiorno).
Bonus Giovani (Under 35): Sconto contributivo fino a 500€/mese (650€ in aree ZES e di crisi) per chi assume giovani mai occupati stabilmente.
Bonus Stabilizzazione: Una misura molto attesa che incentiva la trasformazione dei contratti a termine (stipulati tra gennaio e aprile 2026) in contratti a tempo indeterminato. L’esonero è di 500€/mese per 24 mesi.
Bonus Piccole Imprese ZES: Dedicato alle aziende fino a 10 dipendenti nel Mezzogiorno che assumono over 35 disoccupati da almeno 24 mesi (fino a 650€/mese).
Il decreto introduce la definizione normativa di "Salario Giusto". Non è un salario minimo fissato per legge, ma un vincolo stringente:
Condizione per i Bonus: Per accedere agli incentivi, le imprese devono garantire un trattamento non inferiore ai minimi dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative.
Trasparenza SIISL: Le offerte di lavoro sulla piattaforma SIISL dovranno indicare chiaramente il contratto applicato e la retribuzione.
Monitoraggio Nazionale: Nasce un sistema integrato (INPS, ISTAT, CNEL e Ispettorato) che pubblicherà un Rapporto annuale sulle retribuzioni per contrastare il dumping contrattuale.
Per la prima volta si interviene pesantemente sulla gestione tecnologica del lavoro nelle piattaforme:
Identità Digitale Obbligatoria: Basta "noleggio" o cessione di account. L'accesso per i rider dovrà avvenire solo tramite SPID, CIE o autenticazione a due fattori.
Trasparenza Algoritmica: I lavoratori hanno il diritto di conoscere i parametri del proprio "rating" e come l'algoritmo assegna i compiti. È garantito il diritto al riesame umano per decisioni automatizzate rilevanti.
Divieto di account multipli: Le piattaforme non potranno assegnare più account allo stesso codice fiscale.
Il decreto tocca anche aspetti operativi fondamentali per la gestione aziendale:
Certificazione Parità di Genere: Le imprese certificate (UNI/PdR 125:2022 e la nuova 192:2026) avranno corsie preferenziali per fiere internazionali e uno sgravio contributivo fino a 50.000€ annui.
Opzione TFR 2026: I lavoratori hanno tempo fino al 30 giugno 2026 per scegliere di destinare le quote maturate nel primo semestre alla previdenza complementare.
Proroga Isopensione: Lo strumento per l'accompagnamento alla pensione tramite accordi sindacali è esteso fino al 2029.
Nota Bene: Scompare dal testo finale la copertura assicurativa INAIL per i caregiver familiari, inizialmente ipotizzata nelle bozze.
Il provvedimento è stato approvato, ma per l'operatività bisognerà attendere:
La pubblicazione ufficiale in Gazzetta Ufficiale.
Le circolari attuative del Ministero del Lavoro e dell'INPS che definiranno le modalità tecniche per richiedere i bonus.