Siamo ufficialmente entrati nel vivo: le operazioni per la Dichiarazione IVA 2026 (anno d'imposta 2025) sono partite. Ma quest'anno non è solo una questione di scadenze; ci sono novità giurisprudenziali che potrebbero cambiare radicalmente il tuo modo di recuperare il credito.
Ecco tutto quello che devi sapere per gestire al meglio la pratica e, soprattutto, perché dovresti muoverti entro il 2 marzo.
Se hai un credito IVA da recuperare, il tempo è il tuo miglior alleato. La presentazione telematica è già aperta dal 1° febbraio.
Il trucco per risparmiare tempo: Se invii tutto entro il 2 marzo 2026 (il 28 febbraio cade di sabato), puoi inserire i dati del quarto trimestre nel quadro VP ed evitare l'invio della LIPE. Meno adempimenti, meno stress.
⚠️ Attenzione alla scadenza: Il termine ordinario è il 30 aprile. Se te ne dimentichi, hai tempo fino al 29 luglio per rimediare con una sanzione ridotta di soli 25 euro. Oltre quella data, l'omissione diventa un problema serio.
Per chi opera con operazioni esenti (Art. 10 DPR 633/1972), definire la dichiarazione non è un optional, ma una necessità operativa. Determinare la percentuale di detraibilità definitiva del 2025 è fondamentale per:
Stabilire quanto IVA puoi effettivamente detrarre nel Quadro VF.
Calcolare la quota provvisoria da applicare già nelle liquidazioni del 2026.
Se emergerà un debito superiore a 10,33 euro, segna queste date:
16 Marzo: Scadenza naturale per il versamento.
30 Giugno: Puoi posticipare con una maggiorazione dello 0,4% per ogni mese o frazione.
30 Luglio: Ultima chiamata con un'ulteriore maggiorazione dello 0,4% sull'importo già incrementato.
Bonus: È sempre possibile rateizzare secondo le regole della dichiarazione dei redditi.
Quest'anno il modello IVA recepisce alcune vittorie legali storiche che dovresti festeggiare:
Dopo anni di battaglie, la Cassazione e la CGUE (Sentenza C-341/22) hanno parlato chiaro: le limitazioni alla detrazione IVA per le società non operative sono illegittime. Nel rigo VA15 sparisce l'obbligo di indicare la durata della qualifica e nel rigo VX4 è stato eliminato il riquadro di attestazione. Un bel passo avanti verso la giustizia fiscale.
Questa è la vera "bomba" dell'anno. La prassi italiana (Circ. 1/E/2018) ci ha sempre detto che puoi detrarre l'IVA solo quando hai la fattura in mano. Ma attenzione: una recentissima sentenza del Tribunale UE (11 febbraio 2026, causa T-689/24) suggerisce che la detrazione possa essere anticipata al periodo in cui il diritto è sorto, anche se la fattura arriva l'anno dopo (purché entro il termine della dichiarazione).
Il mio consiglio: Valuta con attenzione se applicare questa nuova interpretazione per le fatture 2025 ricevute nei primi mesi del 2026.
Nuovi spazi nei righi VE38 e VJ30 per il regime transitorio relativo a trasporti e logistica. Siamo in attesa dell'autorizzazione UE definitiva, ma il tracciato è già pronto.
La Dichiarazione IVA 2026 non è solo un adempimento, ma un'occasione per ottimizzare il flusso di cassa e applicare finalmente principi europei più favorevoli al contribuente.