L’INPS ha pubblicato la Circolare n. 72/2026 e il Messaggio n. 2518/2026, rendendo finalmente operativo il bonus per le stabilizzazioni previsto dal Decreto Lavoro (D.L. n. 62/2026).
Tuttavia, leggendo i dettagli operativi tra le righe, emerge un quadro ben diverso dalle aspettative. Molte aziende che avevano pianificato le assunzioni basandosi sulle regole precedenti si trovano oggi tagliate fuori o esposte a forti incertezze.
Ecco cosa sta succedendo e cosa bisogna sapere subito.
Il nuovo articolo 4 del D.L. n. 62/2026 ha sostituito del tutto la disciplina precedente (il vecchio D.L. 60/2024 e la proroga della L. 26/2026), cancellando retroattivamente i vecchi criteri.
Incentivo: Abbattimento del 100% dei contributi INPS a carico azienda (escluso il lavoro domestico, dirigenti e apprendisti).
Importo massimo: Fino a 500 euro al mese per 24 mesi.
Finestra temporale: Spetta solo per le stabilizzazioni effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026. I primi 7 mesi dell'anno sono completamente esclusi.
Solo contratti già attivi al 30 aprile 2026: Tutti i contratti a termine stipulati dal 1° maggio 2026 in poi non possono accedere al bonus, anche se trasformati dopo il 1° agosto.
Limite dei 12 mesi: Il contratto a termine non deve superare i 12 mesi di durata complessiva alla data della trasformazione.
Il D.L. n. 62/2026 prevedeva espressamente che l'efficacia del bonus fosse subordinata all'autorizzazione della Commissione Europea (ex art. 108 TFUE).
L'INPS, tuttavia, nella sua circolare sostiene che la misura non costituisce un Aiuto di Stato (trattandosi di un regime generalizzato) e che quindi non necessita di approvazione comunitaria.
Perché occorre cautela? A differenza di altri sgravi, la stabilizzazione di contratti esistenti per giovani under 35 non rientra linearmente nei parametri del Regolamento (UE) GBER 651/2014. Qualora l'interpretazione dell'INPS dovesse rivelarsi incompatibile con il diritto dell'Unione Europea, si correrebbe il rischio di future revoche o recuperi delle somme fruite.
Per richiedere il bonus, le aziende devono rispettare i consueti requisiti di legge:
Integrità occupazionale: Assenza di licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nei 6 mesi precedenti. Nessun licenziamento della stessa qualifica nei 6 mesi successivi (pena la revoca e il recupero del beneficio).
Incremento occupazionale netto: Verificato su base mensile nei 12 mesi precedenti rispetto all'«impresa unica».
Requisiti di regolarità: DURC regolare, rispetto dei CCNL e rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
Il nodo del Salario Giusto (TEC): La norma richiede la garanzia del Trattamento Economico Complessivo definito dai CCNL comparativamente più rappresentativi. Tuttavia, in assenza di definizioni del tutto chiare su questo punto, firmare la dichiarazione sostitutiva (D.P.R. 445/2000) inserita nell'istanza dell'INPS richiede la massima attenzione per evitare responsabilità penali in caso di dichiarazioni non conformi.
La domanda deve essere presentata esclusivamente online tramite il "Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo)" sul sito INPS, selezionando il modulo "Incentivi Decreto Lavoro 2026 – Incentivo alla stabilizzazione".
L'importo approvato costituisce il tetto massimo (in caso di passaggio da part-time a full-time non sarà possibile adeguarlo all'insù, mentre in caso di riduzione dell'orario andrà riproporzionato).
UniEmens Ordinario: Inserire il codice causale ESTA in CodiceCausale, indicando il numero di protocollo della domanda in IdentMotivoUtilizzoCausale. I conguagli figureranno con i codici virtuali L651 (corrente) e L652 (arretrati).
ListaPosPA (Dipendenti Pubblici/Privati iscritti): Utilizzare l'elemento RecuperoSgravi con CodiceRecupero 79.
PosAgri (Settore Agricolo): Indicare il codice retribuzione Y e il codice agevolazione S1. In caso di sovrapposizione con altri codici cumulabili non ammessi o zone tariffarie agevolate, il flusso verrà scartato.