Se sei un datore di lavoro, c’è una sigla che non puoi ignorare: UNIEMENS. Ma cos’è davvero? E soprattutto, cosa comporta per la tua azienda? Scopriamolo insieme, con parole semplici ma informazioni concrete.
Ogni mese, tutte le aziende italiane devono inviare all’INPS una comunicazione precisa e puntuale: il flusso UNIEMENS.
L’INPS lo definisce così:
“Denuncia obbligatoria che il datore di lavoro, che svolge la funzione di sostituto d'imposta, invia mensilmente all'INPS.”
Tradotto: è un obbligo mensile per tutte le imprese che hanno dipendenti.
L’UNIEMENS serve a comunicare:
le retribuzioni pagate ai dipendenti;
tutte le informazioni necessarie per calcolare i contributi previdenziali.
Questo flusso è fondamentale per assicurare che i contributi vengano versati correttamente e che i lavoratori abbiano una posizione contributiva aggiornata.
Anche se l’obbligo è stato introdotto già nel 2003 con la Legge n. 326, il sistema UNIEMENS è diventato operativo a maggio 2009.
Fino ad allora, i datori di lavoro dovevano gestire due comunicazioni distinte:
Il modello DM10, per retribuzioni e contributi;
Il flusso EMENS, per i dati retributivi individuali.
Con UNIEMENS, tutto è stato unificato in un solo invio mensile.
Con l’introduzione del sistema UNIEMENS, tutto è diventato più semplice e digitale.
I dati da trasmettere sono individuali, lavoratore per lavoratore.
Le informazioni vengono estratte direttamente dai software paghe aziendali.
L’invio avviene esclusivamente online, tramite il portale dell’INPS, accedendo con SPID, CNS o CIE.
L’invio è mensile e ha una scadenza fissa:
Entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di competenza.
🎯 Esempio: i dati di giugno vanno inviati entro il 31 luglio (o il primo giorno lavorativo successivo se il 31 cade in un festivo).
Devono inviare il flusso UNIEMENS tutti i datori di lavoro che:
hanno lavoratori dipendenti (tempo pieno, part-time, determinato, indeterminato...);
hanno collaboratori o lavoratori parasubordinati;
operano come sostituti d’imposta.
Anche i contratti part-time verticali o ciclici devono essere gestiti con attenzione: l’INPS ha chiarito tutto nella circolare n. 74 del 4 maggio 2021.
Un errore o un ritardo nell’invio del flusso UNIEMENS può comportare:
Sanzioni amministrative;
Dati contributivi errati per i lavoratori;
Complicazioni nei rapporti con l’INPS.
In pratica: meglio essere puntuali e precisi.